presentazione

 

 

La necessità di avere nuove “informazioni” dall’alto è un bisogno che sin dall’antichità ha ammaliato  l’uomo.
La fotografia aerea ha tra i suoi scopi quello di portare maggiore conoscenza, più dati e quindi va nella precisa direzione dei “bisogni di nuove vedute del paesaggio e del costruito”.
La storia ci insegna che già i generali degli eserciti dell’antichità sfruttavano con intelligenza alte postazioni per osservare le segrete mosse del nemico.
Nei corso dei secoli le varie capacità di osservazione dall’alto furono potenziate ed allargate dalle nuove scoperte scientifiche e dalle conseguenti applicazioni tecnologiche.
La data storica arrivò però “solo” nel 1858, quando  Gaspar Felix Tournachon, detto Nadar, unendo la possibilità di salire su una mongolfiera alla scoperta di nuove tecniche fotografiche, scattò la prima foto aerea su Parigi.
Ma il vero decollo della fotografia aerea avvenne, sempre in Francia, nel 1908, quando L.P. Bonvillain salì su un velivolo pilotato da  Wilbur Wright  e scattò le prime immagini da un aereo.
Nel 1909 in Italia fu invece girato il primo filmato, sempre da un aereo pilotato da Wilbur Wright.
La prima applicazione su vasta scala della tecnica fotografica aerea avvenne durante il primo conflitto mondiale. Durante la guerra del 1915-18 furono infatti scattate centinaia di migliaia di immagini dai piloti tedeschi ed americani.
Questa campagna fotografica rappresentò la prima mappatura aerea di una vasta regione.
Le stesse operazioni fotografiche  furono ripetute durante il secondo conflitto mondiale.
Da segnalare che nel 1944, proprio con una foto aerea, fu scoperta una rampa di lancio delle V-1 tedesche, missili a lungo raggio che raggiungevano Londra.
Nel 1962 le immagini aeree confermarono la presenza di missili nucleari a Cuba.
Da allora  ad  oggi le applicazioni della fotografia aerea sono “uscite” dal ristretto angolo dell’utilizzo militare.
I campi in cui questa  “nuova tecnica fotografica” ha trovato applicazione sono: la meteorologia, il controllo ambientale e degli ecosistemi, la programmazione dello sviluppo di un’area, il controllo di aree idrogeologiche, la mappatura di siti archeologici ed artistici, ecc…
In pratica non c’è più settore di studio che riguardi l’uomo e l’ambiente in cui la fotografia aerea non possa fornire il suo prezioso contributo.



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